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INCONTRI FIORENTINI

 

nell'ambito del ciclo di visite guidate dal Prof. Federico Napoli

 

alla Fondazione Amelia Ciardi Diprè,

 

incontriamo Guido Peyron

 

venerdì 27 aprile, ore 14,30

 

 

Erede di una famiglia che annovera uno tra i più importanti scultori dell’ottocento, Giovanni Duprè, Amalia prende il nome dalla zia, anch’essa scultrice. Dopo gli studi classici frequenta l’Accademia di belle Arti di Firenze e successivamente conduce esperienze di lavoro a Milano e Roma. Allestisce personali in Italia e all’estero, conseguendo importanti riconoscimenti e premi. Insegna presso il Liceo Artistico e l’Istituto D’Arte di Porta Romana di Firenze, negli anni dal 1970 al 1980.Negli anni ’60 e ’70 denuncia nelle sue opere la guerra, le stragi, la droga e tutte le forme di sopraffazione dell’epoca contemporanea. Fin dal 1966 collabora con noti architetti (Bicocchi, Monsani, Fagnoni, Berardi) per importanti cicli decorativi scultorei e arredi liturgici. Dalla fine degli anni 70 al 1987 lavora a Vincigliata dove decora la piccola cappella di San Lorenzo e vi realizza la sua opera più importante: le tre pareti dell’abside dell’antica chiesa, su cui vengono illustrate in terracotta le storie dell’antico e del nuovo testamento.Accanto all’arte sacra e alle opere sulle tematiche sociali a lei care, come mafia, immigrazione e ingiustizia, coesistono i temi ricorrenti della maternità, del mito e dell’amore.Realizza opere scultoree fondamentali per alcuni ordini religiosi (Vallombrosani, Rogazionisti, Cappuccini), monumenti dedicati ai santi come Padre Pio, Annibale Di Francia, Giovanni Gualberto e altri.Guido Peyron, nato a Firenze nel 1898, personaggio poco noto, è tuttora da indagare non solo per le sue molteplici relazioni con l'ambiente artistico e culturale fiorentino, ma anche come frequentatore delle avanguardie parigine all'alba degli anni Trenta.

Figura di grande rilievo negli ambienti culturali della Firenze degli anni Venti, Peyron era amico di molti artisti e intellettuali come testimoniano i ritratti di rara eleganza espressiva di Eugenio Montale, Massimo Bontempelli, Aldo Palazzeschi, Arturo Loria, e l'importante, quanto poco fortunato dipinto, Gli amici nell'atelier (1928), ambientato nello studio dell'artista, conservato presso la Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti di Firenze.

 

Ritrovo: a Firenze, in piazza Augusto Conti (Via degli Artisti / via Marsilio Ficino), alle ore 14,30 del 27 aprile 2018

 

Attenzione: una volta giunti presentarsi al professor Napoli e segnalare nominativamente la propria partecipazione.

Non saranno accettati nominativi non presenti nella lista.

La visita avrà inizio a discrezione del Prof. Federico Napoli.

Non è previsto biglietto di ingresso ma sarà richiesto un libero contributo individuale.

N.B.: In caso di rinuncia non comunicata entro 2 giorni lavorativi antecedenti l’iniziativa tramite e-mail alla casella cultura@cralgiabt.it, il costo dell'iniziativa (€ 4,00) verrà comunque addebitato al socio

 

Minimo / massimo partecipanti: 20 / 25

Termine iscrizioni: 24 aprile

 

 

 

 

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